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Capri e Vesuvio un Amore Eterno

Quando si parla di Racconti Partenopei, non possiamo fare a meno di pensare a Matilde Serao, che in “Leggende Napoletane” narra vicende incredibili che arrivano al cuore.

Tra queste, la storia di Vesuvio e Capri, è sicuramente tra le più affascinanti e struggenti.

“Vi si parla di un nobile signore, appartenente ad uno dei primi seggi della città, e che s’innamorò perdutamente di una fanciulla di casa nemica; era il cavaliere di carattere violento, di temperamento focoso, pronto al risentimento ed all’ira. Pure, per ottenere la donna che amava, sarebbe diventato umile come un poverello cui manca il pane.

Ma l’amore dei due giovani, anziché diminuire e lenire le collere di parte, valse a rinfocolarle – e per preghiere ed intercessioni che venissero fatte, la nobile famiglia Capri non volle accettare il matrimonio. Anzi per trovar rimedio all’amore dei due, fu deciso imbarcare la fanciulla sopra una feluca e mandarla in estranea contrada.

Ma essa che si sentiva strappar l’anima, allontanandosi dal suo bene, come fu fuori del porto, inginocchiatasi e pronunciata una breve preghiera, si slanciò nell’onde, donde uscì isola azzurra e verdeggiante.

Ma non si chetava l’amore nel cuore del nobile Vesuvio, quale era il nome del cavaliere e la collera gli bolliva in corpo: quando seppe della nuova crudele, cominciò a gittar caldi sospiri e lagrime di fuoco, segno della interna passione che lo agitava; e tanto si gonfiò che divenne un monte nelle cui viscere arde un fuoco eterno d’amore. Così egli è dirimpetto alla sua bella Capri e non può raggiungerla e freme d’amore e lampeggia e s’incorona di fumo e il fuoco trabocca in lava corruscante…”

Ci fu un tempo in cui due giovani, si amarono perdutamente nonostante la rivalità tra le loro famiglie. E no, non parliamo di Romeo e Giulietta, ma del Cavaliere Vesuvio e la dolce Capri.

Il ragazzo, forte, istintivo e irascibile, si innamorò follemente della fanciulla dal carattere pacifico e quieto, che ricambiava i suoi sentimenti e che riusciva a calmarlo e renderlo felice.

I due amanti pensarono che il loro amore, avrebbe placato l’odio fra le due famiglie, ma così non fu. Anzi. A nulla valsero le lacrime e le preghiere della bella Capri.

I suoi genitori, appena venuti a conoscenza della relazione, decisero di allontanare per sempre la figlia per evitare l’intollerabile unione e così, la costrinsero a salire su nave che l’avrebbe condotta lontano.

La giovane fanciulla, giunta a bordo, vide, afflitta, l’imbarcazione allontanarsi dal porto e da Vesuvio e così in preda alla disperazione, con un gesto estremo, si gettò tra le onde, trovando nella profondità del mare, la morte. D’improvviso dalle acque, emerse un’isola, il cui profilo, vedendolo tutt’ora, assomiglia al volto di una donna, la donna sdraiata.

Quando Vesuvio, scoprì la tragica fine della ragazza, si sentì ardere di rabbia.
La collera, il dolore, l’ira lo pervasero fino a fargli uscire lacrime di fuoco. Il suo corpo iniziò a gonfiarsi e, a poco a poco, divenne un monte.

Ancora oggi, nelle sue viscere, continua a bruciare il fuoco perenne che alimenta l’amore infinito per la sua donna.

Lo vediamo lì, immobile, davanti alla verde isola. Si guardano, amandosi da lontano, senza potersi toccare, senza ricongiungersi mai. La disperazione di Vesuvio, scivola sul suo “viso” sotto forma di lava incandescente, accesa, così come acceso è il suo amore per Capri, che con la sua infinita delicatezza, lo guarda con dolcezza, tenendo a bada la sua ira.

Sono fermi in eterno, uno difronte all’altro, vittime di uno sventurato destino che ha spezzato le loro vite, ma che non ha potuto spezzare il loro sentimento.

 

Fonte: girovagainside.it, vesuviolive.it